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FNOB, allarme sugli emendamenti alla Legge di delegazione europea 2026: “No all’esclusività professionale dei Chimici”

Il presidente D'Anna chiede il ritiro delle proposte che rischiano di compromettere le competenze dei Biologi e di numerose altre professioni


Un intervento deciso a tutela delle competenze professionali dei Biologi e degli altri professionisti coinvolti nelle attività di analisi. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), attraverso una nota indirizzata ai parlamentari, interviene sulle proposte di emendamento al disegno di legge Atto Senato n. 2025, relativo alla Legge di delegazione europea 2026, contestando le disposizioni che prevedono l’esclusiva competenza del professionista sanitario Chimico in specifici ambiti di attività.
Nel documento, firmato dal presidente della FNOB, sen. Vincenzo D’Anna, la Federazione sottolinea come il riconoscimento di una competenza generale dei Chimici non possa essere interpretato come attribuzione di un’esclusività assoluta su ogni tipologia di analisi. Una previsione che, secondo la FNOB, risulterebbe in contrasto con l’ordinamento italiano e con le competenze professionali già riconosciute, consolidate e condivise tra Biologi, Farmacisti, Medici, Veterinari, Geologi e Agronomi.
La normativa nazionale, ricorda la Federazione, disciplina in maniera articolata le prerogative delle diverse professioni, prevedendo, per specifiche attività, ulteriori requisiti di formazione specialistica post-laurea e autorizzazioni da parte delle amministrazioni competenti.
L’introduzione di un principio di esclusività, non previsto dalla normativa europea vigente secondo quanto evidenziato dalla FNOB, rischierebbe pertanto di incidere profondamente sull’esercizio professionale di numerose categorie, impegnate quotidianamente, con piena assunzione di responsabilità, nei settori pubblico e privato.
Le conseguenze paventate sono particolarmente rilevanti: dalla paralisi di attività anche in ambito istituzionale a gravi ripercussioni funzionali ed economiche in numerosi comparti strategici del Paese, fino all’apertura di un contenzioso giuridico, penale, amministrativo e lavoristico di vaste proporzioni.
Da qui la richiesta della FNOB ai parlamentari di procedere all’immediato ritiro degli emendamenti contestati, allo scopo di scongiurare quelle che la Federazione definisce illegittimità e gravissimi danni applicativi.
Un’iniziativa che ribadisce la necessità di salvaguardare l’assetto delle competenze professionali, nel rispetto della legislazione vigente e delle responsabilità già attribuite alle diverse categorie sanitarie e tecniche.