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Preservazione della fertilità, la regione Lazio sostiene la crioconservazione. Arduini (OBLA): “Il lavoro dei biologi contribuisce a produrre cambiamenti significativi per i cittadini”
Stanziati 300mila euro per il 2027. La misura si affianca alla nuova Scuola Permanente di Embriologia Clinica della FIB
Un sostegno concreto alla preservazione della fertilità e, al tempo stesso, un riconoscimento dell’importanza delle competenze professionali che rendono possibili le procedure di crioconservazione. È quanto emerge dalla nuova misura approvata dal Consiglio regionale del Lazio nell’ambito della legge sulle variazioni al bilancio di previsione 2026-2028, che introduce un contributo economico per la crioconservazione pianificata di ovociti e liquido seminale.
UNO STANZIAMENTO DI 300 MILA EURO
La Regione ha previsto infatti uno stanziamento di 300mila euro per il 2027. Il contributo, destinato ai residenti nel Lazio da almeno un anno, di età compresa tra i 18 e i 40 anni e affetti da patologie documentate di natura non oncologica, potrà arrivare fino a 3mila euro per la crioconservazione degli ovociti e a mille euro per quella del liquido seminale, sulla base delle spese effettivamente sostenute e documentate, con esclusione di quelle farmaceutiche.
Tra le condizioni considerate rientrano l’endometriosi, le patologie ovariche o testicolari a carattere evolutivo e altre condizioni cliniche e biologiche che comportino un rischio grave e documentato di riduzione della riserva ovarica o della funzionalità spermatica. Sarà la Giunta regionale, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, a definire criteri e modalità di accesso ai contributi.
Si tratta di una misura che interviene su una delle principali barriere all’accesso alle tecniche di preservazione della fertilità, quella economica, e che riconosce il valore della crioconservazione come strumento ormai consolidato della medicina della riproduzione.
L’IMPORTANZA DELLA CRIOCONSERVAZIONE
Tra i professionisti che hanno contribuito allo sviluppo del progetto figura il prof. Rocco Rago, responsabile della UOC di Fisiopatologia della Riproduzione e Andrologia dell’Ospedale Sandro Pertini di Roma.
“La crioconservazione dei gameti costituisce oggi uno strumento consolidato della medicina della riproduzione, ma il suo accesso è ancora condizionato da importanti barriere economiche” ha spiegato Rago. “Il contributo previsto dalla Regione Lazio rappresenta un primo intervento concreto per ridurre queste disuguaglianze e promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza della preservazione della fertilità, anche in presenza di condizioni cliniche non oncologiche che possono comprometterla” ha aggiunto.
PRESERVAZIONE DELLA FERTILITA’, IL RUOLO DEI BIOLOGI
All’interno di questo percorso, il ruolo dei biologi e, in particolare, degli embriologi clinici, è centrale. La gestione dei gameti richiede infatti competenze altamente specialistiche: dalla valutazione del materiale biologico alla sua preparazione, dalla crioconservazione alla successiva gestione e conservazione. Un insieme di attività nel quale qualità, sicurezza e appropriatezza delle procedure dipendono anche dalla professionalità degli operatori di laboratorio.
In questa prospettiva assume particolare rilievo anche la recente istituzione della Scuola Permanente di Embriologia Clinica della Fondazione Italiana Biologi (FIB), il cui bando di selezione è stato pubblicato il 17 settembre dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi.
LA SCUOLA DI EMBRIOLOGIA CLINICA
La Scuola, che si svolgerà a Roma da dicembre 2026 a giugno 2027, prevede 100 ore di formazione teorica e 150 ore di attività pratica ed è dedicata alle nuove strategie per la riproduzione. Il coordinamento scientifico è affidato al dott. Valerio Pisaturo, alla dott.ssa Alessandra Alteri, alla prof.ssa Luisa Campagnolo, alla prof.ssa Francesca Gioia Klinger e alla prof.ssa Sandra Moreno.
L’obiettivo è promuovere una formazione specialistica capace di integrare conoscenze scientifiche, competenze tecniche ed esperienza laboratoristica, rafforzando il ruolo dei professionisti coinvolti nella medicina della riproduzione.
ARDUINI (OBLA): BENE COLLABORAZIONE TRA PROFESSIONISTI
La misura regionale e il nuovo percorso formativo rappresentano, dunque, due interventi complementari: da una parte rendere più accessibili ai cittadini le opportunità offerte dalla preservazione della fertilità, dall’altra investire sulla preparazione dei professionisti chiamati a garantire qualità e sicurezza delle procedure.
“È un esempio concreto di quanto sia importante mettere in relazione competenze professionali, mondo scientifico, Federazione e istituzioni” dichiara la dott.ssa Daniela Arduini, presidente dell’Ordine dei Biologi del Lazio e dell’Abruzzo. “La tutela della fertilità – prosegue – è una questione che riguarda direttamente la salute e il futuro delle persone e richiede risposte fondate sulla competenza e sulla qualità della formazione. In questo percorso il ruolo dei biologi, e in particolare degli embriologi clinici, è fondamentale. Alla fine, è proprio il lavoro congiunto tra professionisti, FNOB e istituzioni che porta a produrre cambiamenti significativi per i cittadini”.