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Studi sanitari nel Lazio: l’impegno dell’OBLA per dare voce alle esigenze dei biologi

Dall’istanza di autotutela al percorso per il ricorso al TAR Lazio: prosegue l’azione dell’Ordine sulla disciplina regionale degli studi professionali


Le regole che riguardano gli studi sanitari hanno conseguenze dirette sul lavoro dei professionisti: determinano dove sia possibile esercitare, come organizzare gli ambienti e quali forme di condivisione adottare. Per questo, la loro applicazione richiede un’attenta considerazione delle caratteristiche delle diverse professioni e delle condizioni in cui vengono erogate le prestazioni. È su questi presupposti che l’Ordine dei Biologi del Lazio e dell’Abruzzo ha intrapreso le proprie iniziative sulla DGR Lazio n. 669/2026, portando all’attenzione della Regione le problematiche che interessano i biologi operanti negli studi professionali.

PERCORSO GIA’ AVVIATO CON L’ISTANZA DI AUTOTUTELA
L’OBLA è intervenuto attraverso un’istanza di autotutela, con la quale ha chiesto all’amministrazione regionale di riesaminare le previsioni contestate e valutarne le conseguenze sull’attività degli iscritti. Questo primo passaggio ha consentito di formalizzare le osservazioni dell’Ordine e la richiesta di correttivi. A tale iniziativa si aggiunge ora il percorso intrapreso per il ricorso al TAR Lazio, attraverso il quale sottoporre le questioni sollevate anche alla valutazione del giudice amministrativo. L’azione si sviluppa in accordo con altri Ordini professionali, tra cui quello degli Psicologi del Lazio. La convergenza su problematiche comuni permette di rafforzare la rappresentanza delle professioni coinvolte, dando al contempo evidenza alle esigenze specifiche dei biologi.

GLI ASPETTI CHE RICHIEDONO UN ESAME
Le osservazioni riguardano, tra gli altri punti, il rapporto tra destinazione dello studio e categoria catastale dell’immobile, la possibilità di ospitare attività sanitarie e non sanitarie nella stessa sede e le condizioni per l’impiego a turnazione di un locale da parte di figure sanitarie differenti. Per OBLA, la valutazione di questi aspetti deve partire dalle prestazioni concretamente svolte e dai requisiti necessari a garantirne l’appropriatezza e la sicurezza. Nell’attività del biologo nutrizionista, ad esempio, l’organizzazione dello studio deve rispondere alle esigenze della consulenza, della valutazione nutrizionale e della relazione con la persona assistita. È quindi essenziale che gli obblighi previsti trovino una motivazione nelle caratteristiche dell’attività e nei rischi effettivi da prevenire.

IL RUOLO DEGLI SPAZI CONDIVISI
Occorre inoltre considerare il ruolo degli spazi condivisi. Per molti iscritti rappresentano una soluzione organizzativa importante, soprattutto nelle fasi iniziali della professione o quando l’attività viene svolta presso più sedi. Consentono di distribuire le spese e possono agevolare il contatto con altre competenze utili al percorso assistenziale. Le conseguenze di eventuali restrizioni meritano pertanto un esame puntuale, che tenga conto anche delle differenze territoriali e delle opportunità di accesso alle prestazioni.

LA PRESIDENTE ARDUINI: “ASCOLTO, RAPPRESENTANZA E DETERMINAZIONE”
“Gli iscritti devono poter riconoscere nell’Ordine un’istituzione capace di raccogliere le loro segnalazioni e trasformarle in iniziative motivate e concrete. È questa la responsabilità che ci guida anche nella vicenda degli studi professionali. Abbiamo presentato le nostre osservazioni alla Regione e chiesto il riesame delle disposizioni che riteniamo problematiche. Proseguire attraverso gli strumenti di tutela amministrativa significa dare seguito a quelle richieste con coerenza e determinazione. Il rispetto delle istituzioni orienta il nostro modo di agire. Siamo consapevoli delle responsabilità dell’amministrazione regionale e intendiamo contribuire al confronto con serietà, attraverso argomentazioni tecniche e proposte. Allo stesso tempo, riteniamo indispensabile che la voce dei biologi abbia un peso nelle decisioni che ne regolano il lavoro. Chiediamo che le esigenze della nostra professione siano esaminate nel merito e che le osservazioni presentate ricevano risposte puntuali. La disponibilità al dialogo si accompagna, per OBLA, alla ferma volontà di perseguire questo risultato. Il nostro impegno è rappresentare i colleghi con continuità, seguire gli sviluppi della disciplina e adoperarci perché ciascuno possa esercitare entro un quadro normativo comprensibile, adeguato e concretamente applicabile”. Queste le parole della Presidente Daniela Arduini (OBLA).

IIL SEGUITO DELL’INIZIATIVA
L’Ordine dei Biologi del Lazio e dell’Abruzzo continuerà a sostenere le proprie richieste nelle sedi istituzionali e amministrative competenti, mantenendo il raccordo con gli altri Ordini coinvolti. Eventuali proposte di revisione saranno valutate rispetto alla loro capacità di risolvere i problemi segnalati e offrire indicazioni operative certe agli iscritti. L’avanzamento del percorso sarà reso noto attraverso i canali ufficiali dell’Ordine.