Ricerca
Oncologia, la presidente dell’OBLA Daniela Arduini: “Nostro progetto selezionato al congresso europeo ESMO”
La ricerca ha profilato oltre 300 pazienti con tumore metastatico della prostata, individuando nel 70% dei casi mutazioni potenzialmente bersagliabili con terapie mirate
Un riconoscimento internazionale per la ricerca biologica e biotecnologica applicata all’oncologia. A confermarlo, la dott.ssa Daniela Arduini, presidente dell’Ordine dei Biologi del Lazio e dell’Abruzzo (OBLA). “Il nostro progetto scientifico – spiega – è stato infatti selezionato per l’ESMO (European Society for Medical Oncology), il congresso della Società europea di oncologia medica, tra i più importanti appuntamenti scientifici a livello mondiale, che riunisce circa 40mila professionisti provenienti da tutto il mondo, in corso di svolgimento a Madrid (23-27 ottobre)”.
Al centro della ricerca, alla quale ha preso parte un nutrito e qualificato team di professionisti, tra i quali, appunto, anche la rappresentante dei biologi di Lazio e Abruzzo, la profilazione molecolare di oltre 300 pazienti affetti da tumore metastatico della prostata. L’analisi ha permesso di identificare, in più del 70% dei casi esaminati, mutazioni genetiche potenzialmente utilizzabili come bersagli terapeutici. Un risultato che apre prospettive per lo sviluppo di strategie di medicina di precisione, orientate a individuare trattamenti sempre più mirati sulla base delle caratteristiche molecolari del singolo paziente.
La ricerca valorizza il contributo della biologia e delle biotecnologie nella lotta contro il cancro: attraverso lo studio del profilo molecolare del tumore, è possibile individuare alterazioni genetiche di interesse clinico e fornire informazioni utili alla scelta delle opzioni terapeutiche. Un approccio che rafforza il ruolo delle competenze biologiche nei percorsi multidisciplinari dell’oncologia contemporanea.
La selezione del progetto all’ESMO rappresenta, dunque, un’importante occasione di confronto con la comunità scientifica internazionale e di valorizzazione della figura del biologo/biotecnologo nell’ambito di un’attività di ricerca che mette le tecnologie molecolari al servizio di prospettive terapeutiche sempre più personalizzate.



